Qualche riflessione sull’argomento privacy Regolamento UE 2016/679…

Qualche riflessione sull’argomento privacy Regolamento UE 2016/679…

Qualche riflessione sull’argomento privacy Regolamento UE 2016/679…

Chi si sta adeguando

Le ultime statistiche ci dicono che circa il 12% delle aziende italiane sta portando avanti un percorso di adeguamento. Permangono situazioni di assoluta incertezza sulle metodologie e su cosa effettivamente deve essere applicato in relazione alla modularità degli adempimenti e sulla difficile interpretazione delle regole dettate dalla normativa. Allo stato attuale è importante dare evidenza di “aver intrapreso un percorso di adeguamento”.

In Italia?

Manca ancora il famoso Decreto di Collegamento al Regolamento Europeo! La sua approvazione è slittata al 21 di agosto e nonostante ci sia un testo già visionato e approvato “a denti stretti” dal Garante, non sappiamo quale sarà la sua forma definitiva e quali variazioni apporterà alla nostra legislazione, la 196/2003. Non sappiamo nemmeno quali cambiamento apporterà al testo la commissione parlamentare che dovrà renderlo definitivo e presentabile ai due rami del parlamento per l’approvazione. Quindi molte questioni relative agli assetti organizzativi aziendali, alle misure di sicurezza e altro, sono ancora incerte… La questione sicuramente più importante è che deve essere ancora identificato il nuovo assetto sanzionatorio e quindi non bisogna assolutamente credere a chi, facendo facile terrorismo commerciale, ci dice che le sanzioni sono già definite e sono in attuazione. Lo stesso Garante ha riferito che non farà nessuna ispezione almeno entro fine anno e attiverà supporto alle aziende per aiutare nell’adeguamento.

Arrivano email da tutte le parti

Stiamo assistendo all’arrivo di decine di email con informative corredate richieste di consenso o di re invio per ricevuta. Non è assolutamente necessario chiedere conferme di lettura e rispedire le informative firmate per ricevuta o consenso. Quindi, di fatto, è tutta attività per lo più inutile. Quindi per la stessa ragione voi non dovete nulla a quelli che vi chiedono di fare la stessa cosa. Sta succedendo quello che è successo quando è arrivata la 196/2003… Un inutile intasamento di email per chiedere adempimenti non obbligatori. Il nuovo regolamento chiede semplicità (perlomeno presunta semplicità…)

 

Stefano Ferrari - Consulente Privacy